A GRANDE RICHIESTA...IL TESTO INTERALE DEL DISCORSO DI VIA LARIO...PER I MIEI LETTORI VIRTUALI PRESENTI E FUTURI...IL VIDEO SU FACEBOOK
In questi giorni ho pensato
tanto a questo discorso, ai ricordi, agli episodi, a come raccontarli…sicuramente sarò meno efficace di quanto volevo e meno divertente,
avrò dimenticato 1000 cose presa dalle vagonate di ricordi che mi assalivano e che un po’ accoglievo ma che un po’ ho anche scacciato per evitare la sofferenza e la troppa nostalgia…
Questa è una lettera personale, una lettera comunitaria, un’elegia finale, un discorso,una palla? Questa è un lettera!
Io, casa lario voglio raccontarvi…potrei iniziare in prima persona…
Oppure in maniera più classica: c’era una volta…
una casina molto carina senza soffitto, senza cucina…
Soffitto in realtà almeno quello c’è…cucina un po’ piccina ma carina appunto…direi più una casina senza finestre e senza cassetti
Tutto, veramente inizia con realismo, con
una girl, un guy e un gay che cercano una casa, la casa dei loro sogni, con tanto spazio, grande, gestibile e sfruttabile in vari contesti, dopo 6 mesi racconta sempre la leggenda, dopo 6 (chiedo aiuto alla regia…9!) lunghi mesi di ricerca trovano casa lario…vuota, deserta, così come la vedete ora, ancor di più…
O continua anche per come mi ricordo io con
una bresciana, un romano, una salernitana e un sardo…e non è una barzelletta : insomma nord, centro, sud e isola comprese…ma questo viene dopo…
Un materasso per dormire quello solo c’è quando la colonizzazione di casa lario inizia..e quella rimarrà una costante, anche ora se vi guardate attorno, sempre, in ogni periodo e stagione della casa un posto per dormire per chiunque qui a casa lario ci è sempre stato…scomodo, più o meno, ma c’è sempre stato, e ognuno di voi che è qui l’ha provato:
chi di voi non ha dormivo a casa lario? Alzi la mano…sinceramente, pacamente… chi non ha sognato di dormire a casa lario se stranamente non ci riuscito? Chi sconosciuto che ora ode queste parole avrebbe voluto a questo punto poterci dormire anche lui, e andrà a casa col rammarico...che mai più potrà essere realizzato, se non forse udite udite, ultima chiamata potrebbe farlo stanotte…e non è una proposta indecente della sottoscritta
Chi non ha sognato di dormire con qualcuno a casa lario? E non solo con gli abitanti, anzi per nulla con gli abitanti…
Ai tre progenitori della stirpe lario si unì una ragazza giovane e dolce, di un paese straniero e pian piano la casa prendeva forma con anche tanta pais…pazienza…la strutturazione dello spazio, la grande libreria nello studio, “la casa che non ha bisogno di armadi” come potrebbe recitare il titolo di un film di Pupi Avati, dove il guardaroba è per tutti, e non tutti sono per quel guardaroba che come tutti gli armadi ruba i vestiti…
Le persone sono cambiate, ci sono stati avvicendamenti, trasformazioni ma tutti hanno continuato a sentire anche dopo che erano andati via la casa come ancora sua…
chi ha vissuto una volta a casa lario rimane per sempre proprietà di casa lario…lei casa lario per certi aspetti è rimasta uguale…calda d’inverno come una spiaggia tropicale per i termosifoni e fresca d’estate, i pavimenti antidiluviani, le piastrelle verdine del bagno, le porte inutili, il lavandino sbeccato, la vasca sbiancata, le persiane aperte…
la casa dalle persiane aperte, notte e giorno, estate e inverno, la casa dalla porta aperta, una casa non chiusa insomma…sono o non sono state chiuse le case chiuse? Noi ci siamo omologate alle legge con una casa mai chiusa…
Certe abitudini diventano normali se vivi qualche ora a casa lario, se no non ti abitui, t’attacchi…
A casa lario le luci e la tv si spengono quando esci dalla stanza, tecnologia? No, Piero e la sua idea di risparmio energetico unita a una buona dose di desiderio di rompere le scatole…Quando uno degli abitanti di via lario esce, non esiste più, neanche sua madre telefonando a casa può scoprire dove è il figlio, casa lario e i suoi abitanti non rispondono, anche sotto tortura non rispondono, la privacy è sacra qui a casa lario..anche nei momenti di bisogno, viene rispettata in maniera esagerata e vai con i malintesi e i casini…quando uno telefona una voce registrata risponde: l
a persona che tu cerchi non autorizza la comunicazione di nessuna informazione a dispetto del decreto legislativo Dlgs 196/03…tutto questo è al contrario quando sei in casa, anzi la privacy è bandita, movimenti intestinali, mail, tutto si vuole sapere a via lario, sei andato a letto con qualcuno, uno dei suoi abitanti ti chiederà: allora, com’è stato?
Può capitare di tornare a casa il sabato sera e nel raggiungere il proprio letto camminare su due donne e non è una fantasia erotica e che non si sapeva che fossero lì, ospiti improvvisi di casa lario, nel letto di Massimo, al posto suo e dei suoi piedi con calzini improponibili
Può capitare a casa lario di dormire ogni sera in un letto diverso, ce ne sono tanti perché fossilizzarsi, anche agli ospiti se si fermano più di una sera li facciamo dormire in letti diversi ogni sera (vero Maura?) a seconda delle attività notturne ambulanti di Massimo nelle varie stanze, massimo deve trovare tutta la notte un biglietto aereo e quindi lo studio è occupato, Massimo deve fare riunioni con colleghi dalle 11 di sera in poi e quindi il soggiorno gli serve, o deve lavare il piumone la notte e
depilarsi per uno spettacolo teatrale alle 3 del mattino e quindi la vasca è occupata…
Può capitare di voler passare una domenica in panciolle a far nulla ed essere invece coinvolto nei tentativi di Piero di mettere ordine in casa buttando tutto e ai metodi di Massimo per salvare tutto quello che vuole buttare Piero costruendo oggetti utili con rimasugli vari…
e tu vieni coinvolta tuo malgrado negli esperimenti di due architetti…mentre l’unica cosa che volevi era vedere i litigi di buona domenica…Può capitare di bere caffè shakerato a novembre, e di vedere preparare una tesi in 3 giorni con 4 persone che aiutano a disegnare il tesista in architettura che è uno solo,
finire con un solo thè un pacco di biscotti campagnole tante dalle persone che ci sono, fare un tiramisù grazie con la ricotta, avere tutte le sere il pane fresco, trovare un biglietto sgrammaticato sotto il cuscino e far finta di non sapere come è arrivato, ricevere un regalo di compleanno estivo dopo 4 mesi dalla data effettiva in pieno inverno,
trovarsi davanti la vita e la morte con lo stesso dolore dietro la porta di fronte…
festeggiare i 30 anni con un viaggio al cimiteroMa anche avere sempre qualcuno con cui parlare, sfogarsi di frustrazioni e gioie, forza per passare i giorni bui, sempre qualcuno con cui mangiare e con cui addormentarsi sul divano, qualcuno con cui vedere il padrino,
qualcuno con cui dividersi il giornale per spiegazzarlo di più, e
qualcuno con cui per fare colazione e trovare le briosce buone giri 4 bar mentre stai morendo di fame…Questa casa è stato
set, bed & breakfast, parrucchiere, laboratorio di cucito, pizzeria, sala prove di canto, laboratorio di ogni genere, concert hall jazz mentre la tv trasmetteva sanremo, questa casa ha visto dormire Mazzini, Mozart, Pascoli…noooo, ma anche noi potremmo mettere la targa vicino al portone, qui ha dormito forse gente non famosa, ma hanno dormito tutti quelli che hanno voluto, tutti accolti con un sorriso e un angolo di paradiso…(esagerata, non c’entra un cazzo ma mi piaceva)
Sono passati da qui:
attori porno abituati ai letti matrimoniali…di altri…con sorveglianti di virtù delle coinquiline inclusi…(ah, pie’) sono passati musicisti reggae sardi (ma esiste la musica reggae in Sardegna? tranquilli ora il berlusca arriva e elimina tutti questi comunisti…), teatranti oppressi e improvvisi, tesisti di ogni forma e colore, barboni, mozzarelle campane di ogni peso…e
amici, amici, amiciL’isola che non c’è, la casa che non c’è , dove non c’è tranquillità, dove non c’è solitudine, dove con la febbre non sei mai da sola, dove senza febbre non sei mai da sola,
dove le porte delle stanze non sono mai chiuse, dove non c’è orario limitato per mangiare, o per chiacchierare, dove non c’è spesa divisa, dove non c’è lo stendino per i panni convenzionale, ma un modello d’inventiva,
dove non ci sono altri film da vedere se non quelli che sceglie piero greneway e bergman in primis, dove non c’è ospite privato, chiacchiera confidenziale,
dove non c’è il bidè ma c’è una splendida lampada d’avanguardia…
Sono nati a casa lario amori e litigi, tanti amori, e tanti litigi,
piatti, piatti, piatti…piero…ma specie tanto affetto e una famiglia altra oltre quella che ognuno ha.
Grazie casa lario per tutto quello che ci hai, e grazie a voi che in misura maggiore e minore, anche se a volte non ve l’avevamo chiesto ☺)
l’avete diviso con noi.Ognuno di voi non potrà in futuro passare per via lario, strada sconosciuta ai più e alle guide e non alzare la testa a quel balcone al terzo piano dove ricorderete c’erano
un tempo tanti cactus, spinosi sì, ma veri e vivi, non soltanto ornamentali…