Chi sono

Utente: trendinterinale
Nome: bt
“difficile da gestireâ€, martello pneumatico, viscerale, un buldozer...ma sincera e onesta credo, forse anche un po'buona o/e cogliona...

Partecipano

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
sabato, 30 maggio 2009

Giovani, belli e specie sfigati...





Libro "Giovani e belli" di Concetto Vecchio

lunedì, 18 maggio 2009

Strade di merda

Sono settimane che rifletto su questo concetto: sul fatto che le strade le sentiamo meno sicure perché non le sentiamo nostre. Ma le strade non hanno un proprietario, sono di tutti, fanno parte del patrimonio sociale di ognuno di noi, e come tali devono essere amate e rispettate. E invece no,si usano per scappare, per raggiungere un punto o l’altro dei propri impegni. Ma non si amano, non si guardano. Così come non si guarda la persona, le persone che le percorrono con noi. Siamo convinti che non ci appartengano le strade e quindi quello che succede lì non ci riguarda, la vecchina che ha bisogno di aiuto, il mendicante…perché non ci salutiamo con chiunque incontriamo per strada? In fin dei conti siamo tutti abitanti della stessa città, perché non salutiamo le persone o l’autista quando saliamo sull’autobus? Perché permettiamo che i nostri cani caghino e non raccogliamo la loro merda, su queste strade dove camminiamo anche noi, anche i nostri bambini quando li accompagniamo a scuola. Questo è mancanza di rispetto per noi stessi, prima che per gli altri…non ci frega di camminare tra le merda del nostro cane tanto è per strada…



Per questo non ci sentiamo sicure a tornare a casa la notte, ma anche di giorno, oramai con questo allarme sicurezza ad ogni ora…perché la strada non è più vissuta dalla gente, la piazza non esiste più, se non per consumare nelle gelaterie e nei bar in estate per il caldo. Se tutti/tutte andassimo in giro anche la notte tranquillamente, se fossimo aperti alle uscite anche infrasettimanali di sera, come succede in altri paesi europei come in Spagna, se non ci fosse questa distanza abissale di cultura tra le generazioni, questa dipendenza da reality e tv che ci rincretinisce…queste città che non offrono nulla e ci portano al ripiegamento nelle nostre case, nei nostri salotti, al nostro individualismo familiare. Non è solo colpa del clima, del freddo, culturalmente con l’aumento delle possibilità private abbiamo perso le possibilità di integrazione tra gli individui, non si sta più per strada per passeggiare, per parlare con la vicina, ma solo per spendere. Il non luogo strada ci ha tolto l’appartenenza alla città. O è il non luogo politica che i cittadini non sentono più loro che ci ha tolto il senso di appartenenza alla realtà comune?



Troppo proclama politico?!? Si vede che questo weekend ho visto il film su Che Guevara? : )


venerdì, 17 aprile 2009

Pensione: un ventenne integrativo?



Una persona più piccola di me di qualche anno con cui parlavo oggi, mi ha detto: “Beh, almeno voi la pensione la prenderete!” . Cosa?!? Cioè io trentenne e poco più, rientro già, per chi ancora deve entrare nel mondo del lavoro, come colei che vive una situazione diversa, con più privilegi rispetto a loro? E’ no! Io fare la fine di quella che non sa cosa significa precariato o mancanza di futuro o mancanza di pensione non ci sto…il precariato,l’agenzia interinale, il contratto a progetto l’hanno inventato per noi, per quelli della nostra età. Forse noi non abbiamo fatto abbastanza per contrastarlo e quindi siamo colpevoli di aver accettato anche inconsapevolmente, ma siamo stati noi i primi marchiati a ferro da questo nuova condizione…



E così io che rimprovero i miei genitori di non capire tale condizione di precariato…e loro hanno più di 50 anni; ci sono poi i quarantenni che semmai hanno iniziato a lavorare presto e in categorie protette che neanche riescono a capire, i trentenni che anche non volendo, oltre che non potendo, non escono dalle briglie familiari li accuso di vivere nell’incosapevolezza…io poi mi ritrovo a essere tacciata di non capire!!



Mi sento male…la vostra tendenza interinale (che si chiama così non a caso) trema e soffre…per i reumatismi della vecchiaia…dato che sono vecchia a questo punto…ma specie trema per l’indignazione, per questa guerra tra poveri.

E anche perché, se lui mi vede così distante dalla sua vita, dopo questa considerazione l’ho capito, mi sa che non posso proprio provarci! Forse ci proverà lui con me tra qualche anno per approfittare della mia cospicua pensione: magari!!! Avere lui e la pensione…questa sarebbe una vecchiaia decente!!




Un ventenne integrativo per tutti!!

giovedì, 09 aprile 2009

...

“…ieri sono arrivato a L'Aquila. sono riuscito a prelevare mio padre e mia sorella, dopo ore di convincimento. non volevano mollare. per loro tutto il mondo era crollato. la compagna di mio padre è rimasta comunque li, nel deserto, da sola. li ho sistemati a casa di un mio amico (mio padre era preoccupato perchè arrivava a mani vuote)”



(da una testimonianza su Facebook)

lunedì, 30 marzo 2009

Cinema indipendente....

Le vie del cinema indipendente sono infinite...è appena uscito nei cinema il film di Marco Risi "Fortapasc" che racconta la storia del giornalista Giancarlo Siani ucciso dalla mafia del 1985 a 25 anni. L'uscita del film firmato da un regista abbastanza impegnato come Risi che ha firmato nel lontano 1991 "Il muro di gomma" sulla tragedia del DC9 precipitato ad Ustica (che ancora adesso fa venire le lacrime di rabbia...nel rivederlo), oltre che rivangare la vicenda di Siani, ha messo in moto un altro fenomeno particolare. Nel 2003 è stato girato sulla stessa vicenda un altro film: "E io ti seguo" dal regista napoletano Maurizio Fiume con come protagonista l'attore salernitano Yari Gugliucci (e scusate il campanilismo), ebbene quest'opera non ha avuto una grande distribuzione, era un film indipendente che ha vinto molti premi anche all'estero ma che al cinema in Italia hanno visto in pochi. Ebbene con l'uscita del nuovo film di Risi, anche questo film ha ricevuto una nuova attenzione e pubblicità. E forse troverà qualcun'altro che se interesserà e lo vedrà (cercate le immagini su You tube, e richiedete il dvd se volete a info@chiaiamagazine.it). Le vie del cinema sono infinite. Nessun film su una vicenda, due film sulla stessa vicenda di cui si parla negli stessi giorni. Si fa del bene all'informazione, e forse un po' anche al cinema.




postato da: trendinterinale alle ore 13:07 | link | commenti (1)
categorie: cinema, lavoro, napoli, desideri, progetto, offerta
martedì, 24 marzo 2009

De...cadenza roma

Sabato pomeriggio, tempo primaverile, sole conciliante, autobus abbastanza pieno, diretto verso il centro di Roma, verso il centro dello shopping, delle passeggiate, delle discoteche pomeridiane.



Una signora si avvicina all'autista e gli dice: "Guardi che dietro sta perdendo metà dell'autobus!"

Io affianco all'autista, non capisco, penso che stiano male, che siano caduti...

L'autista non si scompone e risponde: "Eh, lo so...mo' o facciamo finta di niente e annamo' avanti...o me' fermo e faccio scenne' tutti!"

Il silenzio...si va avanti...



Cadenza romana, la decadenza dell'autobus, la decadenza di questa città, la decadenza della società che va avanti sperando di non farsi più danni del dovuto e facendo finta di non vedere...tanto è sabato! Mica si deve andare a lavorare, mica si può camminare sotto il sole in primavera...



Io scendo a vedere il film di Clint Eastwood "Gran Torino", che è meglio!!

postato da: trendinterinale alle ore 16:42 | link | commenti (2)
categorie: roma, proteste, inganno, non luoghi, adattamento
venerdì, 13 marzo 2009

Margherite da combattimento

Mentre c’è chi si preoccupa di un colloquio di gruppo psicoattitudinale a Milano…in bocca al lupo caro! E mi chiede di raccontargliene qualcuno…da dove inizio? Da quello fatto per H&M dove l’esaminatrice delle risorse umane non aveva neanche 25 anni, aveva iniziato come commessa sempre a H&M, e ora faceva la selezionatrice peggio di una kapò tedesca. O dall’ingegnere di Varese che a un colloquio di gruppo per un call center continuava a dire: “ma no…io sono un ingegnere…io non dovrei essere qui..io sono un ingegnere…” mi è sembrato di aver visto vagare un tipo che gli somigliava stasera a piazza Barberini, diceva “io sono un ingegnere, io sono un ingegnere”.

Forse è meglio che non gli racconti nulla…



Io mi preoccupo invece di sopravvivere e di ben riflettere. I pensieri mi si leggono in fronte, sulla giacca e nelle lacrime. Stasera ho pianto, all’improvviso, per rabbia e per dolore. Ma almeno ho pianto…ho sempre creduto nel potere liberatorio del pianto. E di una corsa in campagna…Com’è bello piangere di getto, a dirotto per un film, in fin dei conti non piangi per te, ma per la storia di quello che vedi nello schermo, e un pianto indiretto. Quando piangi per te, è un pianto diretto, diretto a farti capire qualcosa. A non far passare…il coraggio di un’azione da cosa si riconosce? Dal farla o dal sapere quale conseguenze questa avrà e quindi riflettere anche su questo prima di farla?



Io onesta di cuore, ammetto i miei sbagli, tutti, quelli che vedo e quelli che non vedo. Il credere che sarebbe stato di passaggio, che si sarebbe modificato, l’aver peccato di pazienza, di attendismo, invece di cacciare le unghie, di aver forse sperato in qualcun altro per cose che dovevo fare io.

Ce la farò a ricominciare? Ferma sul ciglio di una strada senza marciapiede e questo che mi chiedo, mentre le margherite fanno il loro lavoro fiorendo di giorno e chiudendosi la sera quando sparisce il sole. Io voglio fare il mio lavoro onestamente come una margherita…


postato da: trendinterinale alle ore 13:10 | link | commenti (2)
categorie: lavoro, interinale, inganno, adattamento
venerdì, 06 marzo 2009

Primo amore



Ti piace stare da solo?

Ci sto!

(dal film "Primo amore")



Il primo amore verso sé stessi, la capacità di cogliere la bellezza del stare da soli, pensare, riflettere, giocare, leggere, mangiare, da soli…ma anche la bellezza del stare in compagnia, del parlare, giocare con le altre persone. Non qualsiasi, ma quelle che scegli, che vuoi. E trovarne di nuove quando hai bisogno. Se gli stimoli che hai in un posto non ti bastano ma in quel posto devi starci, quanto diritto hai di cercare altro? Di provare altro, di ritornare sui propri passi e/o di vedere come modificare quel qualcosa che hai e che non ti basta. Mai farsi solo travolgere dai giorni, ma prenderli e fermarli col palmo delle mani in avanti, col tutto il proprio peso, quando ancora si può. La propria strada non è mai segnata, si può sempre cambiare.




Basta non aver paura di quello che si vede. Nello specchio o anche senza…

martedì, 03 marzo 2009

Io...casa lario

A GRANDE RICHIESTA...IL TESTO INTERALE DEL DISCORSO DI VIA LARIO...PER I MIEI LETTORI VIRTUALI PRESENTI E FUTURI...IL VIDEO SU FACEBOOK



In questi giorni ho pensato tanto a questo discorso, ai ricordi, agli episodi, a come raccontarli…sicuramente sarò meno efficace di quanto volevo e meno divertente, avrò dimenticato 1000 cose presa dalle vagonate di ricordi che mi assalivano e che un po’ accoglievo ma che un po’ ho anche scacciato per evitare la sofferenza e la troppa nostalgia…



Questa è una lettera personale, una lettera comunitaria, un’elegia finale, un discorso,una palla? Questa è un lettera!



Io, casa lario voglio raccontarvi…potrei iniziare in prima persona…



Oppure in maniera più classica:  c’era una volta…una casina molto carina senza soffitto, senza cucina

Soffitto in realtà almeno quello c’è…cucina un po’ piccina ma carina appunto…direi più una casina senza finestre e senza cassetti



Tutto, veramente inizia con realismo, con una girl, un guy e un gay che cercano una casa, la casa dei loro sogni, con tanto spazio, grande, gestibile e sfruttabile in vari contesti, dopo 6 mesi racconta sempre la leggenda, dopo 6 (chiedo aiuto alla regia…9!) lunghi mesi di ricerca trovano casa lario…vuota, deserta, così come la vedete ora, ancor di più…

O continua anche per come mi ricordo io con una bresciana, un romano, una salernitana e un sardo…e non è una barzelletta : insomma nord, centro, sud e isola comprese…ma questo viene dopo…



Un materasso per dormire quello solo c’è quando la colonizzazione di casa lario inizia..e quella rimarrà una costante, anche ora se vi guardate attorno, sempre, in ogni periodo e stagione della casa un posto per dormire per chiunque qui a casa lario ci è sempre stato…scomodo, più o meno, ma c’è sempre stato, e ognuno di voi che è qui l’ha provato: chi di voi non ha dormivo a casa lario? Alzi la mano…sinceramente, pacamente… chi non ha sognato di dormire a casa lario se stranamente non ci riuscito?

Chi sconosciuto che ora ode queste parole avrebbe voluto a questo punto poterci dormire anche lui, e andrà a casa col rammarico...che mai più potrà essere realizzato, se non forse udite udite, ultima chiamata potrebbe farlo stanotte…e non è una proposta indecente della sottoscritta

Chi non ha sognato di dormire con qualcuno a casa lario? E non solo con gli abitanti, anzi per nulla con gli abitanti…



Ai tre progenitori della stirpe lario si unì una ragazza giovane e dolce, di un paese straniero e pian piano la casa prendeva forma con anche tanta pais…pazienza…la strutturazione dello spazio, la grande libreria nello studio, “la casa che non ha bisogno di armadi” come potrebbe recitare il titolo di un film di Pupi Avati, dove il guardaroba è per tutti, e non tutti sono per quel guardaroba che come tutti gli armadi ruba i vestiti…

 

Le persone sono cambiate, ci sono stati avvicendamenti, trasformazioni ma tutti hanno continuato a sentire anche dopo che erano andati via la casa come ancora sua…chi ha vissuto una volta a casa lario rimane per sempre proprietà di casa lario…lei casa lario per certi aspetti è rimasta uguale…calda d’inverno come una spiaggia tropicale per i termosifoni e fresca d’estate, i pavimenti antidiluviani, le piastrelle verdine del bagno, le porte inutili, il lavandino sbeccato, la vasca sbiancata, le persiane aperte…la casa dalle persiane aperte, notte e giorno, estate e inverno, la casa dalla porta aperta, una casa non chiusa insomma…sono o non sono state chiuse le case chiuse? Noi ci siamo omologate alle legge con una casa mai chiusa



Certe abitudini diventano normali se vivi qualche ora a casa lario, se no non ti abitui, t’attacchi…

A casa lario le luci e la tv si spengono quando esci dalla stanza, tecnologia? No, Piero e la sua idea di risparmio energetico unita a una buona dose di desiderio di rompere le scatole…



Quando uno degli abitanti di via lario esce, non esiste più, neanche sua madre telefonando a casa può scoprire dove è il figlio, casa lario e i suoi abitanti non rispondono, anche sotto tortura non rispondono, la privacy è sacra qui a casa lario..anche nei momenti di bisogno, viene rispettata in maniera esagerata e vai con i malintesi e i casini…quando uno telefona una voce registrata risponde: la persona che tu cerchi non autorizza la comunicazione di nessuna informazione a dispetto del decreto legislativo Dlgs 196/03…tutto questo è al contrario quando sei in casa, anzi la privacy è bandita, movimenti intestinali, mail, tutto si vuole sapere a via lario, sei andato a letto con qualcuno, uno dei suoi abitanti ti chiederà: allora, com’è stato?



Può capitare di tornare a casa il sabato sera e nel raggiungere il proprio letto camminare su due donne e non è una fantasia erotica e che non si sapeva che fossero lì, ospiti improvvisi di casa lario, nel letto di Massimo, al posto suo e dei suoi piedi con calzini improponibili



Può capitare a casa lario di dormire ogni sera in un letto diverso, ce ne sono tanti perché fossilizzarsi, anche agli ospiti se si fermano più di una sera li facciamo dormire in letti diversi ogni sera (vero Maura?) a seconda delle attività notturne ambulanti di Massimo nelle varie stanze, massimo deve trovare tutta la notte un biglietto aereo e quindi lo studio è occupato, Massimo deve fare riunioni con colleghi dalle 11 di sera in poi e quindi il soggiorno gli serve, o deve lavare il piumone la notte e depilarsi per uno spettacolo teatrale alle 3 del mattino e quindi la vasca è occupata



Può capitare di voler passare una domenica in panciolle a far nulla ed essere invece coinvolto nei tentativi di Piero di mettere ordine in casa buttando tutto e ai metodi di Massimo per salvare tutto quello che vuole buttare Piero costruendo oggetti utili con rimasugli vari…e tu vieni coinvolta tuo malgrado negli esperimenti di due architetti…mentre l’unica cosa che volevi era vedere i litigi di buona domenica…



Può capitare di bere caffè shakerato a novembre, e di vedere preparare una tesi in 3 giorni con 4 persone che aiutano a disegnare il tesista in architettura che è uno solo, finire con un solo thè un pacco di biscotti campagnole tante dalle persone che ci sono, fare un tiramisù grazie con la ricotta, avere tutte le sere il pane fresco, trovare un biglietto sgrammaticato sotto il cuscino e far finta di non sapere come è arrivato, ricevere un regalo di compleanno estivo dopo 4 mesi dalla data effettiva in pieno inverno, trovarsi davanti la vita e la morte con lo stesso dolore dietro la porta di frontefesteggiare i 30 anni con un viaggio al cimitero



Ma anche avere sempre qualcuno con cui parlare, sfogarsi di frustrazioni e gioie, forza per passare i giorni bui, sempre qualcuno con cui mangiare e con cui addormentarsi sul divano, qualcuno con cui vedere il padrino, qualcuno con cui dividersi il giornale per spiegazzarlo di più, e qualcuno con cui per fare colazione e trovare le briosce buone giri 4 bar mentre stai morendo di fame…



Questa casa è stato set, bed &  breakfast, parrucchiere, laboratorio di cucito, pizzeria, sala prove di canto, laboratorio di ogni genere, concert hall jazz mentre la tv trasmetteva sanremo, questa casa ha visto dormire Mazzini, Mozart, Pascoli…noooo, ma anche noi potremmo mettere la targa vicino al portone, qui ha dormito forse gente non famosa, ma hanno dormito tutti quelli che hanno voluto, tutti accolti con un sorriso e un angolo di paradiso…(esagerata, non c’entra un cazzo ma mi piaceva)

Sono passati da qui:  attori porno abituati ai letti matrimoniali…di altri…con sorveglianti di virtù delle coinquiline inclusi…(ah, pie’) sono passati musicisti reggae sardi (ma esiste la musica reggae in Sardegna? tranquilli ora il berlusca arriva e elimina tutti questi comunisti…), teatranti oppressi e improvvisi, tesisti di ogni forma e colore, barboni, mozzarelle campane di ogni peso…e amici, amici, amici



L’isola che non c’è, la casa che non c’è , dove non c’è tranquillità, dove non c’è solitudine, dove con la febbre non sei mai da sola, dove senza febbre non sei mai da sola, dove le porte delle stanze non sono mai chiuse, dove non c’è orario limitato per mangiare, o per chiacchierare, dove non c’è spesa divisa, dove non c’è lo stendino per i panni convenzionale, ma un modello d’inventiva, dove non ci sono altri film da vedere se non quelli che sceglie piero greneway e bergman in primis, dove non c’è ospite privato, chiacchiera confidenziale, dove non c’è il bidè ma c’è una splendida lampada d’avanguardia



Sono nati a casa lario amori e litigi, tanti amori, e tanti litigi, piatti, piatti, piatti…piero…ma specie tanto affetto e una famiglia altra oltre quella che ognuno ha.



Grazie casa lario per tutto quello che ci hai, e grazie a voi che in misura maggiore e minore, anche se a volte non ve l’avevamo chiesto ☺) l’avete diviso con noi.



Ognuno di voi non potrà in futuro passare per via lario, strada sconosciuta ai più e alle guide e non alzare la testa a quel balcone al terzo piano dove ricorderete c’erano un tempo tanti cactus, spinosi sì, ma veri e vivi, non soltanto ornamentali…


postato da: trendinterinale alle ore 14:26 | link | commenti
categorie: amici, marchio di fabbrica