Domenica (18 ottobre) tra l'altro alle 11 di mattina Ignazio faceva interviste davanti al red carpet della Festa del cinema a Roma…perchè??!! Diciamo che ci metto tutta la mia buona volontà ma sono un po' confusa...certo Pierluigi “un senso a questa storia” che è stata lo vuole ancora dare…forse qualcuno ancora si ricorda quel che siamo stati, da dove veniamo, mah…
Tra l'altro per registrarmi basterà telefonare alla sede provinciale o devo andarci fisicamente? Spero di no...certo se qualcuno rispondesse al telefono in queste sedi di partito…sarebbe bello…la politica vicino al cittadino…macchè, il cittadino deve rincorrerla la politica… (agg. 21 ottobre) Eh, no non basta telefonare, bisogna andare lì al quarto piano di una sede provinciale, di un vecchio palazzo del centro di Roma, in un ascensore claustrofobico (metafora della politica italiana?) all’ingresso della sede c’è un divano sfondato, nell’ufficio scatoloni e miriadi di volantini e spazzatura abbandonata (noi di sinistra non badiamo alle apparenze, Betta ricorda telo!), la dichiarazione per votare fuori sede la scrivo su un foglio riciclato (eh, sì noi di sinistra siamo anche ecologisti).
E poi “Comunque per votare non è obbligatoria la tessera elettorale ma è meglio averla” (??), e che significa, scusate? Comunque ragazzi, mi manderanno una mail per comunicarmi il mio seggio; che avanguardia! “Tu controlla la mail” – mi dice. Le faremo sapere…insomma…to be continued…
Intanto venerdì alle 19 Marino sarà a Milano allo Shocking Club (bt credo sarà lì per voi…), che è un locale gay, ma certo il nome se ricollegato al PD non è proprio senza un perché…sempre più malinconia…
Mi sento un po’ triste dopo questo pezzo…
Per cui votare alle primarie non è legato al MIO riconoscimento del partito democratico, ma neanche posso ogni elezioni cambiare partito che voto, rincorrendo le varie formazioni di pseudo sinistra che si formano ogni volta (sinistra e libertà, grillo, di pietro, e chi ne ha più ne metta ecc..ecc..). Forse a questo punto hanno ragione quelli che non votano…ma io non ci sono mai riuscita ad astenermi.
INTANTO SABATO VORREI ESSERE ANCHE QUI ..PER L'AQUILA E TUTTI GLI AQUILANI, MA L'UBIQUITA' NON L'HO ANCORA...SPERO PERO' DI AVERE ANCORA UN PO' DI CORAGGIO PER ESPRIMERE LIBERAMENTE E CON L'UMORISMO (CHE NON FA MAI MALE) LE MIE PICCOLE E IMPERFETTE IDEE...
… e rinnego il film “Ombre rosse” di Maselli. Rinnego la musica classica sopra le immagini dei ragazzi dei centri sociale e le loro attività di solidarietà e di vita in comune…se sento un’altra musica di piano su scene di vita quotidiana urlo! Rinnego i corpi nudi per far vedere che siamo di sinistra, la promiscuità, dormire tutti insieme, perché siamo di sinistra, le idee banali, le ideologie da cartolina, i valori precostituiti, i dialoghi da schifo.
Rinnego le riprese da fiction con lo zoom manuale anni 80, i primi piani fuori fuoco con un altro personaggio dietro in lontananza, i primi piani ebeti dei personaggi…stavo per alzarmi dalla poltrona e uscire dal cinema dopo 10 minuti e per me è una cosa rarissima una reazione del genere.
Rinnego i personaggi del film stereotipati: la donna che comanda e salva tutto il centro sociale, l’ideologo del centro sociale in crisi autodistruttiva, il comunicatore del centro sociale che si vende per soldi, l’attivista santa che occoglie come missione i poveretti nel dormitorio, l’intellettuale fuori dalla realtà, la direttrice di giornale concentrata su se stessa, l’architetto di sinistra commerciale alla Fuksas, la moglie dell’architetto sessantottina che accetta i tradimenti del marito in casa, l’assistente giovane idealista e sognatore dell’intellettuale, l’attivista di rifondazione che fa propaganda e proposte di legge per ogni filo d’erba, il provocatore di turno cacciato dall’assemblea, gli attori egocentrici e concentrati su sé stessi, (anche se la scena più bella è quella degli attori che fanno le prove non avendo più lo spazio nel centro sociale, a piazza flaminio, a porta maggiore, al parco, che si riappropriano dello spazio delle strade come spazio da vivere, comune, pubblico, davvero!)
Rinnego il morto e il funerale nel film sotto la pioggia, a metafora della morte di un sogno …brividi di orrore…rinnego il fermo immagine degli intellettuali nel finale raggelati (come me vedendo il film) dalla presunta vittoria della destra, come se questo cambiasse qualcosa nei loro discorsi che si contorcono su loro stessi…